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Piloti e Personaggi -

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Piloti e Personaggi

IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI MAGGIO 2016
ROBERTO BOANO
Roberto Boano nasce a Caraglio (Cuneo), nel febbraio del 1950 e trascorre i suoi primi anni praticamente tra i motori, in quanto il padre svolge l’attività di meccanico auto ma il giovane Roberto non è attratto dalle auto, bensì dalle moto, anche perché suo zio, residente a Torino, frequentava i circuiti cittadini, dapprima alla guida di una Mondial ed in seguito di una Morini Settebello 175.
Abitando molto vicino a Boano, mio coetaneo, che ho seguito nel corso della sua carriera ed avendo già scritto dell’altro pilota cuneese giunto ai vertici nazionali, il saluzzese Ivano Bessone, ho deciso di sentire anche lui, per poter riassumere la storia della sua carriera.
Sono stato pertanto presso la sua concessionaria, che gestisce insieme ai figli Jarno ed Ivan, per riassumere la sua carriera agonistica, costellata purtroppo da numerosi infortuni, che gli hanno impedito di raccogliere quanto avrebbe meritato.
La nostra chiacchierata è iniziata con la classica domanda che normalmente viene posta all’inizio di ogni intervista: come ti sei avvicinato alle moto e soprattutto al motocross?
“Da piccolo mi piaceva la velocità e seguivo mio zio alle gare poi, per problemi vari...
IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI GIUGNO 2016
AUGUSTO TAIOCCHI
"IL CAPITANO"
Una delle leggende della regolarità, la persona più carismatica del nostro sport dove la sua presenza, era sempre notata in qualsiasi gara egli è stato presente, dalla prova di campionato europeo alla gara regionale in provincia di Pavia, questa persona risponde al nome di Augusto Taiocchi detto il “Capitano”.
Pensando a questo pilota mi torna alla mente, quando assistevo alle gare negli anni settanta, la presenza del padre “ol Bepo“ che tutto bardato, girava con il suo kappone da un punto all’altro della gara, prima in prova speciale poi al controllo e la sua presenza si faceva sentire. Uomo tutto d’un pezzo, che con i suoi occhi ti squadrava scambiava poche parole e poi via con la moto.
Taiocchi inizia la sua carriera all’età di sedici anni, con un Guzzi Stornello modificato con forcelle e ammortizzatori provenienti da altre moto, e partecipa alla sua prima gara, questa si svolge in Valle
Imagna con 160 partenti, si classifica al quarto posto ma, cosa degna di merito all’arrivo ci furono solo venti piloti e per lui fu una grossa soddisfazione...
IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI LUGLIO/AGOSTO 2016
EMILIO OSTORERO
"IL LEONE DI AVIGLIANA"
Emilio Ostorero è nato il 23 novembre 1934 ad Avigliana, piccolo paese piemontese situato tra le montagne e l’omonimo lago. Giuseppe, il padre di Emilio, aveva una piccola barca a motore, con la quale portava in giro i turisti. 
Presto scoprì che il figlio mostrava sempre più interesse ed una certa predisposizione per Emilio Ostorero “Il Leone di Avigliana” qualsiasi cosa che riguardasse la meccanica ed i motori!
Finita la scuola, Emilio iniziò a lavorare come “apprendista meccanico” e seguì un corso tenuto da Ettore Colombo, proprietario della barca a motore guidata da suo padre.
All’epoca il padre guidava un sidecar Taurus ed anche una BSA M20...
IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI SETTEMBRE 2016
PIETRO MICCHELI
"ER PIù"
Pietro Miccheli è uno dei personaggi più rappresentativi del fuoristrada italiano dei magici anni ’70, estremamente simpatico ed espansivo, pilota spettacolare e innovativo. Avrebbe sicuramente potuto vincere molto di più, se non avesse trovato contemporaneamente sulla sua strada tanti altri validi campioni.
Numerose sono state le sue vittorie nel cross ma è anche stato un pilota capace di vincere una medaglia d’oro in una sei giorni di regolarità ed è tuttora sulla breccia. Nasce a Roma l’8 Gennaio del 1953 alle ore 8 e, quasi per caso, il numero 8 lo ritroverà un po’ dappertutto: sulla targa delle auto, come numero di camera in albergo ed anche come numero di gara.
Nel 1967 Pietro Miccheli esordisce nelle gare del Campionato Regionale Motocross della classe 60 cc. in sella ad una Mi-Val, imponendosi subito all’attenzione degli appassionati per la grinta dimostrata e per essere giunto secondo già alla prima gara disputata, per poi aggiudicarsi la seconda ed altre quattro nella stessa stagione. Nel 1968 corre con l’Italjet, ottiene sei vittorie nel regionale e a fine anno esordisce nella regolarità, vincendo la propria classe...
I PERSONAGGI PRESENTI NEL NUMERO DI OTTOBRE 2016
CORRADO MADDII E MICHELE RINALDI
Il motocross italiano, almeno a livello di piloti, è stato per molto tempo di “serie B” rispetto ai mostri sacri belgi, inglesi o svedesi e ci sono voluti anni di apprendistato, scuole e lavoro formativo della nostra Federazione (anche con corsi di guida tenuti proprio dai grandi campioni stranieri dell’epoca) per raggiungere un buon livello di competitività. La prima vittoria di un italiano in un GP iridato arriva solo nel 1979, ad opera di Mauro Miele, ed è il preludio ad una stagione di grandi successi che il cross azzurro, brulicante di appassionati, attendeva da troppo tempo. Negli anni ’80, finalmente, cominciano ad affacciarsi piloti in grado di competere ad alti livelli e con continuità nel Campionato del Mondo. Corrado Maddii e Michele Rinaldi sono le due punte di diamante azzurre, vanno forte, godono di grande popolarità e spaccano in due il tifo italiano: se un appassionato tifa per Maddi non può automaticamente sostenere Rinaldi, e viceversa. Sono due ragazzi molto diversi sotto tutti i punti di vistail parmense Rinaldi è estroverso, istintivo, generosissimo nella guida, molto forte sui terreni smossi e fangosi; l’aretino Maddii invece ha un carattere più chiuso e riflessivo, che si riflette nella sua guida fredda e calcolatrice, è certamente un ottimo collaudatore ed è imbattibile sui terreni duri e sul guidato. Entrambi sono stati vincitori con la squadra Italiana della Coppa delle Nazioni 125, “ad honorem” nel 1981 (insieme a Miele e Barrozzi), sulla pista di Casale Monferrato, e “ufficialmente” nel 1982, sulla pista di Montevarchi (insieme a Magarotto e Andreani). La loro rivalità è comunque sentitissima. Nel 1982 sono compagni di squadra alla Gilera...
IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI NOVEMBRE/DICEMBRE 2016
ROBERTO FURIGO
Ho sempre avuto la passione per le moto ma si può dire che già nel '69 quando bi­giavo la scuola per stare in offici­na a prepararmi la moto, lo face­vo per piacere. Che passione! Bigiavo per allenarmi o per fare le gare, non per perdere tempo.
Poi a 17 anni ho smesso di studiare per seguire la concessionaria per­ché non riuscivo più ad andare a lezione, neanche al pomeriggio dato l'impegno per la moto.
All'inizio in concessionaria vende­vamo le KTM , le Ancillotti, poi le Maico e le Villa per poi arrivare a Suzuki, BMW e Kawasaki.
Le ultime due sono ancora og­getto delle nostre attenzioni quo­tidiane alia Bike House di Varese e Como. Ho iniziato a correre in Regolarità con la Gori 50, poi con I'Hercules 50 e poi ho avu­to la fortuna di avere da Farioli una delle preziosissime e mitiche KTM 50 Ufficiali. Dopo essere ar­rivato secondo nel Trofeo FMI di Regolarità dietro a Marinoni (SWM) nella classe 50 nel 1974 ho iniziato a praticare il Cross con I'Ancillotti 125 con motore Sachs, quello bordeaux...
IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI GENNAIO 2017
DOMINGO GRIS
Domingo Gris Veas nacque nella cittadina di Molins de Rey, a Barcellona, l'8 gennaio del 1949. Dopo aver passato un'infanzia come gli altri bambini della sua età, a 14 anni arrivò il momento di mettersi alla prova in qualche officina. Al tempo non esistevano studi professionali e per i giovani, meglio dire bambini forse, tra i 12 e i 14 anni che per qualche strana ragione non potevano recarsi in Università, c'era la sola possibilità dell'apprendistato.
Nel caso di Domingo Gris, si unirono la fortuna e la sorte: la sorte decise che dovesse andare in un'officina di moto e la fortuna che quell'officina fosse proprio quella della Bultaco, la marca sportiva più in voga al tempo in Spagna. Un altro fattore determinante per il percorso di Gris fu la sua passione per il motociclismo (anche perchè era l'unica cosa a cui potesse aspirare un ragazzo di 15 anni in quegli anni di totalitarismo), che lo portò in seguito a conoscere Santi Prat, un impiegato di un creto livello nel dipartimento di esportazione della Bultaco. Fu lui a credere in Gris e nella sua pedalata, particolarmente adatta a quel giovane. Decise così di prestargli una Pursang, dopo averlo assunto nel reparto di motocross, seguendo le direttive di Alberto Nomen...
IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI FEBBRAIO 2017
FULVIO ADAMOLI
L’appassionato che frequenta le mostre-scambio che si svolgono in Italia, magari alla ricerca di un ricambio per una moto da trial o da moto alpinismo, avrà sicuramente notato che tra i vari espositori, ve n’è uno che propone ricambi ed accessori relativi alle spagnole Montesa, soprattutto quelle degli anni ’70 ed ’80.
Lo stand è quello di Fulvio
Adamoli, nato a Premana (Lecco), il 7 settembre del 1950, uno dei primi conduttori italiani a prendere parte anche a gare valide per il Campionato Mondiale, valido pilota che ha al suo attivo un Campionato Italiano di Trial, conquistato nel 1978.
Contrariamente a quanto accade ai giorni nostri, Adamoli ha iniziato a gareggiare solamente quando compì 21 anni, in quanto prima di confrontarsi con gli avversari, praticava solamente il
moto alpinismo, avventurandosi sulle montagne della Valsassina insieme ad alcuni amici, con i quali aveva modificato alcune moto di fabbricazione nazionale, non essendovi ancora a disposizione alcun mezzo idoneo alla pratica del trial.
La carriera di Fulvio Adamoli è stata molto lunga, in quanto ha iniziato a gareggiare nel 1971 a livello regionale, per poi passare nel 1975 al neo istituito Campionato Italiano e ad alcune gare del mondiale trial, concludendola nel 1988, riuscendo a portare a casa, insieme a tante altre vittorie, alcune ottenute anche a livello internazionale, un titolo italiano, conquistato nel 1978, risultando anche il primo pilota italiano
riuscito ad andare a punti in una gara di Campionato del Mondo di Trial...
IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI MARZO 2017
ALESSANDRO GRITTI
Alessandro Gritti detto "Franco".  Ecco, volendo, specie per quanto riguarda i lettori con ormai qualche capello bianco, l'articolo che mi e stato commissionato dol Direttore Giulio Farinola sulla piu grande leggenda del fuoristrada tricolore potrebbe anche concludersi qui, tanto e la fama e la gloria che questo modesto signore di Vertova, in Val Brembana, ha saputo conquistarsi sui campo con gli innumerevoli successi della sua carriera cinquantennale, culminote pochi mesi fa con una incredibile partecipazione alia Sei Giorni spagnola alia veneranda eta di 69 anni, Sei Giorni peraltro conclusa senza particolari problemi e ben avanti
la meta classifica. Ma dove nasce questo autentico Mito della regolarita e del Cross che tante soddisfazioni ci ha dato e che ancora continua a farci sognare sia con le moto d'epoca nel Campionato Gruppo 5 che con le moto nuove, come alia Sei Giorni? 
Nasce a Vertova, appunto, il primo aprile del 1947, e complice un fratello maggiore (il compianto Giovanni Gritti, N.D.R.) a sua volta appassionato e corridore regolarista si affaccia presto alle sue prime esperienze motociclistiche: a 14 anni gia si arrampica su e gia per le "scalette" della Val Brembana con uno scassatissimo motorino Atala adattato alia bell'e meglio (anche perche quando il nostro aveva 14 anni non e che esistessero i cinquantini iperspecializzati di oggi o anche degli anni '70, e che questo sia un monito per tutti i ragazzini appassionati: se c'e in voi "il Gritti"
della situazione esce, e se non c'e non esce, fuori dol cortile del Liceo non c'e bisogno di un motorino do c;,ooo euro per diventare dei fenomeni)...
IL PERSONAGGIO PRESENTE NEL NUMERO DI APRILE 2017
GIANCARLO GORI
La passione per la moto nacque quando ero ancora piccolo, mio padre Vasco era un pensionato delle Ferrovie dello Stato, ma lavorava anche presso un'officina che riparava Lambrette e
Motom. Nel 1957, anche se mio padre si era sempre espresso in modo contrario, lo convinsi ad aprire una piccolo officina a Firenze sui Lungarno proprio sotto Piazzale Michelangelo.
Sfruttando la clientela che negli anni si era fatta mio padre si comincio a lavorare, ma alia lunga mi resi conto che dovevo fare qualcosa di piu stimolante, perche mi annoiavo e cosl iniziai a
preparare alcuni motorini iniziando per primo con un ITOM poi con le Lambrette l o serie faro fisso con le quali vinsi con la mia squadra il Campionato Toscano a Squadre....
 
 
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